Paranoia

La signora della palazzina B odia le facce nuove. Ieri mi ha incontrata, mi ha guardata di sbieco e ha borbottato sempre facce nuove in questo condominio, non se ne può più.

«Buongiorno, signora» ho detto io.

«Ma lei abita qui?»

«Sì, signora»

«Mai vista, è una faccia nuova. Ma è in affitto?»

«Sì»

«Ah, ecco. Sempre gente nuova!»

Poi si è infilata di corsa nella palazzina B chiudendosi dietro il portone, per sicurezza.

Nella palazzina B al secondo piano ci abita Attilio con sua madre e nonno Leone che mangia solo la pastina col formaggino. Attilio lo incontro spesso all’Esselunga nella corsia della pasta che compra gli anellini Barilla. Tutte le volte mi fa pensare a quando ero piccola e scendevo all’alimentari sotto casa per comprare il latte per la colazione. A casa mia mancava sempre qualcosa perché non c’eravamo mai, i miei lavoravano dalla mattina alla sera e io abitavo da mia nonna, tranne un giorno a settimana quando i miei avevano il giorno di riposo. Qualche volta invece di andare all’alimentari da Duilio andavo in quella dall’altra parte della strada dove compravo anche le gomme a spinaci di Braccio di Ferro. Attilio invece compra solo gli anellini Barilla e va diritto alla cassa senza nemmeno passare per il reparto dei dolci.

Nella palazzina B al terzo piano ci abita l’uomo che fuma in balcone, non l’ho mai visto in faccia, ma il fumo entra nella mia finestra e so che è lì, la sera verso le nove, estate e inverno.

Nella palazzina B ci abita qualcuno che suona il sassofono e il sabato mattina si esercita con le scale, si sente a malapena, forse perché vive al sesto piano. Non so se sia uomo, donna, giovane o vecchio, ma ha una spinta un po’ scarsa.

Stamattina ho incontrato di nuovo la signora che odia le facce nuove, sempre facce nuove in questo condominio, ha borbottato.

«Buongiorno, signora» ho detto io.

«Ma lei abita qui?»

«Sì, signora. Nella palazzina A»

«Mai vista, è una faccia nuova. Ma è in affitto?»

«Sì»

«Ah, ecco. Sempre gente nuova!»

«È da un anno e mezzo che abito qui, signora»

La signora della palazzina B si è fermata un secondo, mi ha guardato di sbieco e poco convinta ha detto: «Sarà…».

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