Brusio

Tiziano l’ho visto uscire in balcone per annaffiare le piante grasse, era di spalle con la tuta grigia e i capelli grigi che si muoveva impacciato versando l’acqua nei vasi in fila sul davanzale della camera da letto. Tiziano riempie le sue giornate di tutte queste piccole attività per non doversi fermare mai, non lascia un solo minuto di spazio, non un tempo morto nella sua vita né un silenzio, si circonda di musica e di rumore. È per questo motivo che si è trasferito in questa casa sulla strada più trafficata della città, per non subire il silenzio nemmeno di notte durante le pause della televisione costantemente accesa. Tiziano vede il volto di lei ovunque, nelle facce che passano lungo il viale, nei visi che affollano gli autobus. Non ha bisogno di una foto, i suoi tratti ce li ha intrappolati nella memoria. Dicono che è pazzo, che è diventato così perché amava una donna che non lo ricambiava. A me fa paura Tiziano perché traccio a memoria il tuo profilo su qualsiasi foglio mi capiti sottomano e so che un giorno diventerò come lui.

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