L’occasione

«Sette, otto, nove, dieci. Pronto o no, io arrivo!»
Leo si sistemò dietro la tenda del salotto, attento a non far spuntare fuori i piedi. Il sole gli batteva sulla nuca dove il barbiere di suo nonno aveva da poco passato la macchinetta. Si sentiva pizzicare dietro le orecchie dove erano rimasti attaccati i capelli appena tagliati ma restò immobile per non farsi vedere. In casa c’era un gran silenzio e Leo respirava pianissimo tenendo gli occhi stretti stretti per paura che si potesse udire il rumore delle palpebre che sbattevano.
Aspettò e aspettò finché il calore del sole sulla nuca sparì del tutto e il silenzio fu interrotto dal rumore dei piatti che la nonna metteva in tavola per la cena. Leo aprì gli occhi che era già scuro, aveva un piede addormentato e così restò ancora per qualche minuto immobile dietro la tenda. Poi si voltò verso la finestra cercando nel buio il profilo dell’amico immaginario che correndo andava via.

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